Convegno e pubblicazione dei risultati sull’ Innovazione Tecnologica delle PMI della Provincia di Fermo

Locandina del convegno su ict e pmi del fermano
Locandina del convegno su ict e pmi del fermano

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sul sito www.agila.tv

 

“Valutazione dell’Informatizzazione delle Piccole e Medie Imprese del Fermano”

 

Introduzione

Il motivo per cui si è svolto un progetto così importante ed ambizioso, per la valutazione dell’informatizzazione e innovazione tecnologica della PMI (Piccole e Medie Imprese) della Provincia di Fermo, risiede nel concetto fondamentale di “mercato perfettamente concorrenziale”.

Un mercato perfettamente concorrenziale soddisfa quattro condizioni:

  1. Tutti i partecipanti al mercato sono in ogni momento al corrente delle opportunità che il mercato offre (perfetta conoscenza o informazione completa sul mercato):
  2. I compratori e i venditori sono piccoli e indipendenti;
  3. L’inserimento di nuovi prodotti è semplice (assenza di barriere di ingresso);
  4. Esiste facilità di movimento di capitali da un settore a un altro.

Il mercato perfettamente concorrenziale è un modello ideale in quanto tutti i mercati reali esistenti non raggiungono tutte le precedenti condizioni, quindi è importante capire come avvicinarsi il più possibile a tale situazione.

L’ICT ha un ruolo fondamentale per quanto concerne il primo punto, ovvero la conoscenza o informazione sul mercato di riferimento. Oggi con l’utilizzo delle tecnologie informatiche, le aziende possono far conoscere in poco tempo e al mondo intero cosa offrono o producono e a quale prezzo.

Questo comporta un inevitabile confronto tra aziende provenienti da tutte le parti del mondo, e quindi una corsa al miglior prodotto e/o offerta economica,  raggiungile ottimizzando i tempi e l’impiego di tutte le conoscenze e i prodotti  innovativi presenti sul mercato.

Ecco perché l’esperienza, la ricerca, l’innovazione, la collaborazione  e soprattutto la creatività giocano un ruolo fondamentale nel contesto concorrenziale e globalizzato nel quale viviamo.

Le Piccole e Medie Imprese (PMI) considerano le spese in tecnologia necessarie, ma non le ritengono un investimento strategico. L’approccio classico è quello di dotarsi delle attrezzature più aggiornate, delegando al fornitore ogni analisi e valutazione di ciò che realmente serve all’interno dell’azienda, ruolo che spetterebbe ad una figura tecnica professionale.

 

Il questionario è stato strutturato non limitandosi a semplici quesiti che permettessero di comprendere se l’azienda utilizza o meno le tecnologie  informatiche, bensì introducendo domande che consentissero di valutare le conoscenze informatiche in relazione al settore di appartenenza e alle modalità di lavoro dell’impresa.

Questo ha permesso di comprendere come l’azienda è organizzata e con quali tecnologie cerca di essere competitiva nel proprio mercato, in quanto non esiste un metodo unico e sempre valido per svolgere il proprio lavoro, ma esistono modalità e tecnologie sempre nuove che permettono all’impresa di essere e rimanere competitiva.

Metodologia

Per valutare l’informatizzazione delle PMI, è stato realizzato un questionario anonimo auto valutativo composto da sei sezioni distinte, riguardanti il fondatore dell’azienda, le informazioni generali sull’azienda e l’attiva produttiva, gli investimenti in formazione e innovazione, il livello di informatizzazione e le conclusioni finali.

Il questionario è strutturato in 76 domande prevalentemente a risposta multipla con 309 possibili combinazioni di risposta. Tutti i questionari compilati sono stati inseriti tramite interfaccia grafica in un data base che ha permesso di estrapolare le informazioni statistiche valutative.

Risultati

di seguito una breve sintesi delle informazioni di maggior interesse ricavati dall’analisi dei dati:

  • L’età media del fondatore è 48 anni, con un minimo di 29 e un massimo di 79, di cui il 16% è a conduzione femminile e per il restante 84% a conduzione maschile.
  • L’impresa media è stata costituita nel 1990 ed ha un fatturato medio di 200.000€, lavora per conto proprio con una media di 3 dipendenti.
  • Il 48% è una Ditta individuale e il 32% una Snc, e nessuna ha una sede o uno stabilimento all’estero.
  • Il 50% degli imprenditori ha un diploma di scuola media inferiore e il 42% un diploma di scuola media superiore.
  • Su 417 assunti il 57% ha un grado di istruzione di 5° elementare e 3° media, il 40% un diploma di scuola media superiore, e soltanto il 3% sono laureati.
  • Il 23% ha dichiarato che negli ultimi 3 anni il fatturato è diminuito mentre per il 17% è rimasto invariato
  • Oltre il 90% delle imprese reputa che qualità, professionalità, organizzazione, puntualità e innovazione siano elementi fondamentali per il proprio lavoro, ma il 94% delle aziende non possiede un certificato di qualità.
  • Per Il 58% degli imprenditori internet è lo strumento principale utilizzato per aggiornarsi.
  • Quasi il 90% delle aziende non ha mai collaborato con enti di ricerca presenti sul territorio o partecipato a bandi di finanziamento per l’innovazione negli ultimi 5 anni.
  • Il 34% delle imprese non intende investire in innovazione nel prossimo anno, a causa dei costi troppo alti e della carenza di agevolazioni.
  • Oltre il 90% delle imprese reputa importante per la propria attività  il telefono e il cellulare, il 75% Internet e le apparecchiature informatiche.
  • Il 76% delle aziende utilizza il computer per la propria attività lavorativa ma soltanto il 25% effettua l’archiviazione digitale dei documenti.
  • Quasi la totalità delle aziende reputa importante la gestione della sicurezza ed utilizza un antivirus, ma soltanto il 25% utilizza un firewall.
  • Meno del 5% delle aziende utilizza software evoluti per la gestione dei clienti e delle risorse interne d’impresa.
  • Nella maggioranza delle aziende le fatture vengono scritte al computer ed inviate per posta o consegnate personalmente.
  • Il 77% delle aziende possiede una connessione a internet tramite Adsl, che utilizza principalmente per lavorare e per controllare la posta elettronica.
  • La maggioranza delle imprese ritiene che il passaparola ed internet siano strumenti importanti per la promozione del proprio prodotto/servizio, ma soltanto il 21% utilizza un social network come mezzo di comunicazione aziendale.
  • Il 42% delle aziende dispone di un sito web di proprietà ma soltanto il 5% vende i propri prodotti tramite internet e per il 50% riferisce che il proprio prodotto/servizio non è adatto o non sarebbe acquistato dai clienti sul web (59% degli intervistati è un’azienda di servizi);
  • Oltre il 50% degli imprenditori non possiede una carta di credito
  • 80% degli imprenditori non acquista materiale per il proprio lavoro su internet
  • Il 55% delle imprese dispone di un punto vendita fisico e di queste soltanto il 17% accetta bancomat e carte di credito
  • L’ 86% delle aziende riferisce di essere attenta al rispetto delle norme sulla Privacy ma il 67% non sa cosa sia o non redige il DPS (Documento Programmatico sulla Sicurezza)

Conclusioni

Oggi le tecnologie informatiche permettono di lavorare più velocemente ottimizzando i tempi e le risorse, ma per fare questo occorre tenere il passo ed essere pronti ad innovare ed aggiornarsi continuamente. Esiste una stretta correlazione tra ‘settore lavorativo’, ‘età dell’imprenditore’, ‘grado di istruzione’ e ‘innovazione’, infatti all’aumentare dell’età diminuisce sia il grado di istruzione sia la propensione dell’imprenditore all’utilizzo della nuove tecnologie dell’informazione. Esistono settori che necessitano poco delle tecnologie informatiche, altri invece dove ICT gioca un ruolo fondamentale. Senza innovazione l’imprenditore si trova lentamente a non essere più competitivo e se molte aziende si trovano nella stessa situazione è facile che ne risenta anche tutto il distretto. Dai dati raccolti si denota che le PMI della Provincia di Fermo danno molta importanza alla qualità del prodotto e/o servizio che offrono. Le imprese si  stanno informatizzando (il 77% delle imprese possiede una connessione Adsl) ma utilizzano poco le nuove tecnologie per raggiungere tale obiettivo. Inoltre l’eccessivo “nanismo” delle aziende, non permette la creazione di posti di lavoro per personale qualificato (es. laureati), che sono costretti ad impiegare le proprie competenze in altre aree geografiche, con il conseguente depauperamento della cultura locale. Per l’impiego di tali figure occorrerrebero aziende più grandi o grandi progetti portati avanti anche da una rete di piccole aziende.

Penso che puntare sul cambio generazionale, la ricerca, l’innovazione le reti d’impresa e le nuove tecnologie di comunicazione, possa aiutare sia la singola impresa sia l’intero sistema a superare questo difficile momento. La creatività del giovane e la propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie, affiancata all’esperienza dell’ ”anziano” imprenditore possono essere un connubio in grado di apportare un notevole vantaggio competitivo in ogni PMI e quindi a tutto il territorio fermano.

 

Fermo li 21/10/2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.